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Il 7 giugno si svolgerà nella Aula Magna del Rettorato, a Roma, un evento senza precedenti in Italia e riguarderà il contributo che le Associazioni di Psicoterapia Psicoanalitica sanno e vogliono dare al mondo della Salute Mentale e del Servizio Pubblico.
Le Società scientifiche promotrici della giornata sono tre, hanno comuni radici basate sui fondamenti della Psicoanalisi e, per la prima volta insieme, diventano portavoce di circa duemila soci specializzati nel campo, attivi in tutta Italia, e in gran parte operanti nel Servizio Sanitario Nazionale.
La Società Italiana di Psicoanalisi, SPI, fondata vari anni prima della morte dei Sigmund Freud, vale a dire nel 1925, la Società Italiana di Psicologia Analitica, AIPA, del 1961, di impostazione junghiana e la Federazione SIEFPP, Soci Italiani della European Federation for Psychoanalytic Psychoterapy, rivolta al Settore Pubblico sin dalla nascita avvenuta a Roma ventisette anni fa, sono le Associazioni che metteranno in campo le rispettive risorse teoricho-clicnche per strutturare un dialogo continuo con gli esponenti politici della Sanità e con le figure professionali del Servizio Sanitario Nazionale.
La necessità di realizzare un evento innovativo condiviso è emersa con l’ istituzione dell’ Elenco ufficiale delle Società Scientifiche – decreto Gelli 2017- per cui le tre Associazioni sono state accreditate dal Ministero della Salute. Il primo segno operativo di tale Elenco, per la Salute Mentale, è stata la Consultazione Pubblica sulle Linee Guida dello Spettro Autistico. Gestita online dal Ministero e configurata in ordine quasi esclusivamente farmacologico, la Consultazione non lasciava margini a proposte integrative o alternative, come ad esempio l’avvio parallelo di una relazione clinica interpersonale, basata sulla empatia nei confronti del dolore mentale dei pazienti e dei loro familiari. Nel questionario della Consultazione il sintomo manifesto e la disfunzione socio-comportamentale erano dati come fattori da correggere e eliminare senza che nelle linee guida fosse messa in primo piano l’accoglienza partecipe del disagio emozionale e affettivo che invalida la persona, ovvero, senza disporre il preliminare ascolto clinico di stampo psicoanalitico, secondo il quale sono gli stati emotivi e gli affetti che incidono sul comportamento.
La Psicoanalisi, nella cura, guarda al Sintomo come a una richiesta di aiuto da interpretare e comprendere, mettendosi in gioco nel rapporto clinico non solo come tecnici ma anche come esseri affettivi. Per arrivare a questo senza essere fuorviati dall’impatto continuo con la sofferenza è necessaria una formazione profonda, validata da lunga esperienza e da scuole garantite.
La Psicoterapia Psicoanalitica così, secondo la più recente Ricerca Scientifica e a conferma della produzione assai vasta dell’ultimo decennio sulla sua efficacia, inciderebbe non solo sul benessere psicologico della persona ma anche sul fronte cerebrale-organico ( Massimo Biondi, Università di Roma, 2014).
La concezione della malattia mentale tradizionale era già stata corretta in Italia con la cosiddetta legge Basaglia, la chiusura dei luoghi di contenzione e la nascita del Servizio Sanitario Nazionale, nel gennaio 1979. Fino ad allora i ricoverati nei Manicomi, in Italia, erano oltre centomila e la presa in carico della malattia mentale era regolamentata da una legge regia del 1904, che avvallava lo stigma, la emarginazione e la cronicizzazione senza ritorno. Oggi i parlamentari parlano di “presa in carico della persona nel complesso dei suoi bisogni”, “prevenzione del disagio e delì disturbo”, “percorsi di cura personalizzati”, “ programmazione della prevenzione e cura dei disturbi
psicologici come riduzione drastica della spesa sanitaria” ( 11/03/2019)
“La efficacia della psicoterapia nei contesti di cura” è un tema che nasce quindi dal clima attuale - vedi i concorsi del Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 42, del 23 maggio ’19 - , sarà articolato ampiamente nella giornata gratuita, aperta a tutti coloro che siano interessati alla buona qualità e innovazione dei Servizi per la Salute Mentale, e vedrà dialogare tra loro clinici, tecnici e politici .
Dopo una apertura a cura delle Presidenze, - Anna Maria Nicolò parla per la SPI, Alessandra De Coro per l’AIPA e Maria Antonietta Fenu come Presidente SIEFPP - , sono previste due tavole rotonde con relatori di vasta esperienza in rappresentanza di ciascuna associazione: gli argomenti sollevati intorno alle principali fasce psicopatologiche, alle risposte necessarie e le relative conseguenze operative saranno poi commentate e discusse dagli invitati che rivestono incisive cariche politiche e istituzionali.
Chair della prima tavola rotonda, “ Il contributo delle Psicoterapie Psicoanalitiche nella cura delle psicopatologie” e’ Luisa Carbone Tirelli, Presidente AIPPI ( Società storicamente federata SIEFPP), mentre Raffaella Tancredi ( SPI, Stella Maris) condurrà del pomeriggio la tavola rotonda: “Individuazione e accoglienza dei bisogni di cura in età evolutiva e intervento precoce” . Tra gli illustri che discuteranno gli interventi sono stati invitati la Ministra Daniela Lorenzin, l’Onorevole Paola Binetti, il Direttore generale ASL RM 1 Angelo Tanese, Massimo Biondi, Direttore tra l’altro dello SPDC e della Scuola di Specializzazione in Psichiatria di Roma, Prof.ssa Fava Viziello da
Padova, e vari altri nomi eccellenti.
Punti di dibattito all’interno dell’evento saranno due fondamentali ordini di proposte affiorate nel corso dei lavori preliminari. Le Associazioni AIPA, SIEFPP e SPI, in base al riconoscimento presso il Ministero della Salute e nel rispetto per gli scopi che hanno determinato la istituzione dell’Elenco delle Associazioni Scientifiche – diritto alla salute, garanzia per gli assistiti, rispetto delle buone prassi -, hanno tutti i requisiti per essere interlocutori continuativi con le Commissioni Ministeriali e le Consulte dedicate alla Salute Mentale che saranno ripristinate o costituite ex-novo allo scopo. In merito poi ai Servizi dedicati alla Salute Mentale, come Livelli Essenziali di Assistenza ( LEA), per le patologie mentali è considerata auspicabile la abolizione di certe obbligate procedure di primo contatto come CUP e Accettazione, per predisporre in una logica diversa, di massima accessibilità: efficienza, empatia, linee telefoniche dedicate e gestite da specialisti coadiuvati dai tirocinanti, servizio gratuito di Accoglienza, valutazione psicodiagnostica e individuazione delle risorse. La tempestività nella presenza e nell’ascolto profondo, la psicodiagnosi accurata e l’intervento personalizzato precoce, saranno tra i più efficaci strumenti della Prevenzione e dunque della auspicata economicità dei Servizi sanitari.
Le parole chiave che certamente circoleranno: Accessibilità, Accoglienza, Ascolto, Prevenzione, Formazione.

Maria Antonietta Fenu
Presidente SIEFPP ( Soci Italiani European Federation for Psychoanalitic Psychoterapy)
Psicologo-psicoterapeuta, già Dirigente nella ASL ex RMA
Fondatrice “ Colpo d’ala”. Centro di Consultazione psicologica per adolescenti e giovani adulti
Docente e membro di Comitato di Training ARPAD ( Associazione per la psicoterapia della
Adolescenza)

 

Articolo pubblicato sul Sole 24 ore in data 27 Maggio 2019

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